venerdì 26 maggio 2017

Virginia Frances Sterrett



Virginia Frances Sterrett, nonostante la sua breve vita, è stata una dei più talentuosi artisti della stagione definita Età dell'Oro dell'Illustrazione d'oltreoceano.
Nata nel 1900 a Chicago, di carattere introverso e poco incline a socializzare con i coetanei, da bambina preferiva starsene in disparte a disegnare e a fantasticare.
Dopo la morte del padre, la famiglia si trasferì per qualche tempo nel Missouri , per poi ritornare a Chicago nel 1915.Fu qui che Virginia incominciò ad interessarsi seriamente all'arte e a frequentare la scuola superiore per completare gli studi. Successivamente si iscrisse all'Art Institute di Chigaco dove si guadagnò una borsa di studio.
Sfortunatamente l'anno seguente fu costretta a lasciare l'Art Institute, quando la madre si ammalò gravemente e Virginia dovette  farsi carico del sostentamento della famiglia. Tuttavia continuava a coltivare nel tempo libero il suo talento naturale fino a quando trovò lavoro in un'Agenzia  di pubblicità di opere d'Arte.
Tutta la fatica e l'impegno portato avanti in solitudine furono alla fine premiati , quando a soli 19 anni, subito dopo che  le era stata diagnosticata la tubercolosi, ricevette l'incarico dalla Penn Publishing Company, di illustrare le Old French Fairy Tales , quella raccolta di fiabe scritte nell'800 dalla Comtesse de Ségur, di cui vi ho parlato nell'ultimo post.
I suoi disegni le fruttarono 500 dollari, oltre a qualche pastello.
Le tavole disegnate da Virginia per questo libro erano delicate e potenti allo stesso tempo  e in breve le consentirono di farsi un nome nell'ambiente dell'illustrazione per bambini.























L'anno successivo, nel 1921,fu pubblicato un secondo libro, sempre dalla Penn Publishing Company, intitolato Tanglewood Tales, nel quale Virginia illustrava alcuni miti dell'antica Grecia, rinarrati nell'800 dal famoso scrittore Nathaniel Hawthorne.
























 Nel 1923 la famiglia si trasferì a sud, in California, in cerca di un clima più mite. Ci fu un lieve miglioramento nella salute di Virginia, ma fu di breve durata. Il lavoro le costava molta fatica e non le era possibile disegnare a lungo. Iniziò una nuova serie di illustrazioni per Arabian Nights, ma ci vollero tre anni per completarla. Fu la sua ultima pubblicazione ed è considerata il suo capolavoro.







































 Tra il 1929 e il 1930 la salute di Virginia sembrò di nuovo migliorare, tanto che  tornò  a casa dal sanatorio in cui era stata ricoverata e espose i suoi lavori in qualche mostra locale. Iniziò anche una serie di tavole per il libro Myths and Legends che tuttavia non riuscì a concludere. L'8 giugno 1931 si spegneva a soli 30 anni.

Il St.Louis Post-Dispatch  ricordava la sua vita e il suo lavoro con queste parole :
" Il suo obiettivo era la bellezza, una bellezza delicata e fantastica, creata con matita e pennelli. Nonostante la sua limitata preparazione scolastica e la vita vissuta in posti insignificanti qua e là nel paese ha saputo realizzare opere di ricercata bellezza, dando vita a terre esotiche  che non aveva mai visto e a magici reami che possono esistere solo nei sogni dell'infanzia.
Forse è stata proprio la durezza della sua vita a dare al lavoro di questa giovane artista la sua dimensione fantastica, forse nelle scene immaginarie che disegnava riusciva a fuggire dall'amara realtà della sua esistenza."

giovedì 25 maggio 2017

Un arcobaleno che si può toccare

Ci sono luoghi, nel mondo, di incredibile bellezza, luoghi che non possono che riempirci di ammirazione e gratitudine. Sarebbe bello poterli vedere dal vivo, ma purtroppo questa è un'esperienza riservata a poche persone non solo perchè si trovano ai capi opposti del pianeta e quindi per raggiungerli ci vogliono un badget molto importante e una gran quantità di tempo a disposizione, ma anche perchè spesso si trovano in posizioni difficilmente raggiungibili senza un fisico forte e ben allenato. Del resto questi sono probabilmente i motivi per cui questi luoghi sono rimasti incontaminati e hanno preservato la loro bellezza naturale.

Eccone qualcuno: simili per bellezza e agli antipodi per dislocazione:




Cusco è considerata una della città più belle del mondo, e sono talmente tanti i luoghi e le attrazioni da visitare qui, nell'ombelico del mondo e nella Valle Sacra degli Inca, che può succedere che posti sbalorditivi come la Montaña Arcoiris non vengano presi in considerazione.
La Montaña Arcoiris (5000m di altitudine), anche conosciuta come Monte Vinicunca, in lingua indigena quechua, si trova nel cuore della Cordillera del Vilcanota, la più estesa del pianeta (oltre 7000km di estensione), a circa un centinaio di km dalla città di Cusco. In questa zona, quasi tutti i viaggiatori, si recano per vedere uno degli Apu più conosciuti della cordillera, l'Ausangate, un ghiacciaio alto 6,372 metri, ma pochi ancora conoscono la possibilità di fare una variazione al trekking classico per visitare la Montaña Arcoiris.

La Montaña Arcoiris è conosciuta anche con il nome di Montagna dei 7 Colori, e gli abitanti delle comunità vicine la chiamano anche Cerro Colorado (monte colorato) : la varietà dei nomi nasce dalle visite dei primi viaggiatori avventurieri e dalla fantasia delle persone che vivono nei pressi di questo luogo magico.
L'emozione che la natura ci regala in questo luogo è indescrivibile : gli altipiani, i ruscelli, le valli e i ghiacciai sono la cornice perfetta assieme agli animali come lama, alpaca e ovini andini. Questo paesaggio pieno di colori, creati da sedimenti di pietre e minerali in erosione, sono un « incidente geologico » fra i più belli e spettacolari che si possano visitare.
 Vinicunca è certamente un luogo per pochi eletti, un segreto ben custodito perchè piuttosto difficile da raggiungere: si arriva solo a piedi, dopo un trekking impegnativo ad alta quota che dura diversi giorni, ma il premio per chi si avventura fin qui è senza dubbio all’altezza delle aspettative.
















Il Parco geologico nazionale del Danxia cinese di Zhangye è una delle meraviglie naturali della Terra. Gli incredibili colori delle rocce, alte anche centinaia di metri, sono frutto di depositi di arenaria e di minerali. Una serie di passerelle e strade panoramiche sono state costruite per incoraggiare i visitatori a esplorare l’area. 
I colori insoliti delle rocce scoscese, che sono lisce, taglienti e alte diverse centinaia di metri, sono il risultato dei depositi di arenaria rossa e di minerali avvenuti oltre 24 milioni di anni fa. Il risultato, simile ad una "torta a strati", è collegato all'azione delle stesse placche tettoniche responsabili di parte delle montagne himalayane. Il vento e la pioggia hanno completato l'opera, scolpendo forme strane e meravigliose, tra cui pilastri naturali, torri, anfratti, valli e cascate, che si differenziano per colore, consistenza, forma, dimensione e modello.














Una formazione geologica simile,  chiamata Gamma Arcobaleno (Rainbow Range) si trova nella Columbia Britannica, in Canada.